Dietro le quinte dell'Orientaday: il racconto del gruppo Volteventi
Nel pentamestre del corrente anno scolastico è nato il Gruppo Volteventi costituito da alcuni studenti del triennio e finalizzato a fornire supporto logistico e comunicativo durante alcuni degli eventi organizzati dal Volta, come ad esempio l'Orientaday svoltosi presso la nostra scuola il 6 marzo 2026. Prima ancora che l'Orientaday prendesse forma nei corridoi del Volta, è iniziato per noi un percorso diverso: quello del corso POC con la dott.ssa Olcese, esperta di organizzazione eventi con esperienza nel mondo delle sfilate di moda. Con lei abbiamo scoperto cosa significa davvero "organizzare un evento": non basta avere un'idea, serve un metodo.
Olcese ci ha guidato attraverso le logiche che stanno dietro ogni manifestazione pubblica, dalla scaletta dei contenuti alla gestione degli spazi, dalla comunicazione visiva al coordinamento delle persone coinvolte. È stato in questo percorso che è nato il nostro gruppo, Volteventi: un nome che racchiude proprio quello che siamo diventati nel corso delle settimane, ragazzi del Volta capaci di pensare e costruire un evento da zero.
Le prime settimane sono state fatte di lavoro che dall'esterno non si vede: briefing organizzativi per definire ruoli e tempistiche, lunghe sessioni dedicate all'impostazione grafica per dare all'Orientaday un'identità visiva coerente, riunioni in cui si discutevano scenari e si correggevano dettagli. Tutto questo sotto la supervisione della dott.ssa Olcese e dei docenti Albera e Morabito, che ci hanno lasciato spazio per provare, sbagliare e correggere, restando comunque un punto di riferimento costante.
Poi è arrivato il 6 marzo, e il lavoro di preparazione si è trasformato in azione. Durante la giornata di orientamento, sotto la supervisione dei professori Albera, Morabito, Nuccio e Valisa, ci siamo occupati della gestione dell'evento in presa diretta: dall'accoglienza dei primi studenti al banco d'ingresso, alla supervisione dei laboratori e degli incontri sparsi per la scuola, fino alla gestione di quei piccoli imprevisti che capitano sempre quando centinaia di persone si muovono nello stesso edificio nello stesso giorno. E' stata la prova che il metodo imparato nelle settimane precedenti funzionava davvero, e che funzionava perché lo avevamo costruito insieme.
Parallelamente, una parte del gruppo in collaborazione con il gruppo di fotografia coordinato dal professor Morabito si è occupata di raccontare l'Orientaday mentre accadeva: macchine fotografiche sempre pronte, momenti rubati tra una lezione magistrale sulla fisica quantistica e una chiacchierata informale con un ex studente del Volta, scatti che provassero a restituire l'energia di una giornata fatta di curiosità e scoperta. Nei giorni successivi è arrivato il lavoro di post-produzione, sempre sotto lo sguardo della dott.ssa Olcese e dei docenti, per trasformare centinaia di foto e ore di video in un racconto coerente di quello che era stato l'evento.
Guardando indietro, l'Orientaday non è stato soltanto una giornata di orientamento per chi l'ha vissuta da partecipante. Per noi, gruppo Volteventi, è stata l'occasione per metterci alla prova in un contesto per noi nuovo, fatto di lavoro e responsabilità, imparando che dietro ogni evento ben riuscito c'è un metodo, una squadra e tanta cura per i dettagli che nessuno nota, ma che fanno la differenza.
Il gruppo Volteventi






